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Archivio per la categoria ‘in-kazzo’

Prima(che sia)Vera

10 agosto 2010 Nessun commento

Up patriots to arms,

Engagez-Vous

la musica contemporanea, mi butta giù

 

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Sassuolini nella scarpa.

16 dicembre 2009 Nessun commento

 "Commissario io gliel’ho già detto
Le ripeto che sono innocente
Anarchia non vuol dire bombe
Ma eguaglianza nella libertà."

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Vival’Itaglia

18 febbraio 2009 Nessun commento

Mi guardo attorno. 

Aprile 2008: Veltroni è l’uomo giusto, febbraio 2009 Veltroni si è dimesso.  E ora: Congresso o Assemblea?

1 milione di euro per Bonolis a Sanremo, 1 milione di italiani in cassa.

I bambini fanno oh e i gay guariscono: linfa per la carenza di vocazioni?

Aprile 2007 Marco anni 16 si uccide buttandosi dal balcone: era gay e non sapeva di poter guarire.

I finocchi erano semi usati per non sentire la puzza di bruciato.

L’evasione fiscale è ai massimi storici.

Paesi non prevedono alcuna legislazione specifica per la regolamentazione delle unioni civili: Albania, Bulgaria, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Cipro, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Polonia, Repubblica di Macedonia, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Turchia, Ucraina, Vaticano.

Varese, abusava della figlia di 4 anni: febbraio duemilanove.

Eluana è morta, lo stato di diritto anche.

Per la prima volta non ci sono più comunisti in Parlamento, ora vincono l’Isola dei Famosi.

Siamo campioni del mondo.

Borghezio è seduto in Parlamento.

L’influenza aviaria è stata sventata, il tumore del seno colpisce 1 donna su 10.

La Thyssen contro il sopravvissuto: "lo denunceremo".

Un’altra sanità è possibile: un registro di denuncia per gli irregolari al pronto soccorso.

Sono spariti i referti degli ospedali di Genova, mese luglio anno 2001.

Ma Bin Laden dove è nascosto?

60 anni fa si scalavano montagne di resistenza, oggi si nega l’Olocausto.

Un barbone prende fuoco, novembre duemilaotto: «Gli abbiamo dato una bella scaldata…».

Il premier ha tolto l’Ici.

Federico Aldrovandi: Ferrara, 17 luglio 1987 – Ferrara, 25 settembre 2005

Si ricorda che la bestemmia non è più reato, per ora.

Mal di stomaco: non ho bisogno di sogni, solo di respirare.

Quanto altro sangue ancora, prima di capire? Silenzio.La piazza è deserta. Il vento non soffia più. 

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Com’è essere come loro? Ci provo per un paio di minuti, tento di respirare. 

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L’Aids non fa più paura perché i gay hanno imparato a mettersi il preservativo.

Aldrovandi era un drogato.

Il plastico della villetta di Cogne.

Grillo ha ragione.

Meglio la velina bionda o quella bruna quest’anno?

Anche Povia ha ragione.

I cinesi puzzano, ci rubano il lavoro e picchiano i monaci.

Alemanno non ha mai picchiato nessuno.

A Genova non esistono colpevoli, solo circostanze.

Almeno a destra si muovono, fanno leggi, sono uniti.

Nella flebo di Cannavaro c’erano gli integratori.

Fini è l’unico vero politico che c’è in Italia, è anche un bell’uomo.

Costantino si è fidanzato.

La mafia non c’è più.

Altro giro altra ronda, gli anarcoinsurrezionalisti puzzano e girano con i cani pulciosi.

I rumeni sono un popoli di stupratori: la sicurezza è fra le mura domestiche.

Che bello:  non ci sono più tossici nel parco.

Italia, unooooo.

Vendo soldi a quegli stronzi che non hanno contanti per pagarsi le cose.

Napolitano ha l’arterio.

Mi iscrivo a Facebook, metto i miei lavori su MySpace.

La Gelmini fa bene a rimettere grembiule e voto di condotta.

CinturaD&GdesignunicoinconfondibilemacchinaalcoolisabatoseraskyhometheatrefamigliacristianaBeckhamaudience: consumo ergo esisto.

Per il resto me ne fotto, mi giro di là, più o meno come fa un piccione. 

Continua a mancarmi il respiro. Meno male, mi viene da pensare.

Ci sono, mi rivendico: ma vaffanculo.

 

           

 

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ευθανασία

2 dicembre 2008 Nessun commento

Eutanasia

letteralmente buona morte (dal greco ευθανασία, composta da ευ-, bene e θανατος, morte)

è la pratica che consiste nel procurare la morte nel modo più indolore, rapido e incruento possibile a un essere umano (o ad un animale) affetto da una malattia inguaribile ed allo scopo di porre fine alla sua sofferenza.

Lo guardo.

Scheletro, ossa, carne a penzoloni.

Penso all’età nella quale un essere umano pesa 35 kili, e non riesco a darmi una risposta ma a qualcosa devo pensare mentre faccio le cose che devo.

Lo guardo come ho guardato lei.

Di quelle immagini che non ti lasciano più.

Penso che sia necessario che esseri viventi dignitosi abbiano fine di pari essenza, perché a volte si può scegliere come vivere, ma come morire non si può quasi mai.

Per chi contesta l’eutanasia, una semplice domanda statistica, senza scomodare la bioetica: quanti malati terminali di tumore, per citare la malattia statisticamente più rilevante, si sono salvati?

A quanti è stato evitato il calvario del disfacimento fisico, lo stadio in cui ogni bisogno primario deve essere assistito se non indotto?

 

In Italia, l’eutanasia attiva è assimilabile, in generale, all’omicidio volontario (art. 575 c.p.).

In caso di consenso del malato si configura la fattispecie prevista dall’art. 579 c.p. (Omicidio del consenziente), punito con reclusione da 6 a 15 anni.

Anche il suicidio assistito è un reato, giusta art. 580 c.p. (Istigazione o aiuto al suicidio).

 

E’ aperto e attuale il dibattito circa il testamento biologico e io mi chiedo, porcodiqueldio, cosa cazzo ci sia da discutere.

Da Wikipedia:

Il testamento biologico (detto anche: testamento di vita, dichiarazione anticipata di trattamento) è l’espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.

 

Poi guardo i tessuti malati, e sono così umani da sembrare il gioco cromatico di un impressionista; non riesco a credere che da qualche parte non esista cura, una qualsiasi, a certi dolori.

Lascio entrare un goccio di speranza, che sia la volta buona.

Buonanotte, e buona fortuna a noi che restiamo,

sperando che prima o poi non si continui a rimpiangere di non essere morti da animali domestici.


…come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c’è il sospetto che sia triviale l’ affanno e l’ ansimo dopo una corsa,
l’ ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa…
che chiami… vita…

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sangue su sangue

18 novembre 2008 Nessun commento

leggero, precipita piano

sangue

Grazie a chi ci ha creduto e ha lottato per sette cazzo di anni: questa ennesima ingiustizia è anche colpa di quelli come me che non ci credono più e si nascondono dietro mille scuse.

Grazie a chi si sbatte perchè esista ancora un giusto e uno sbagliato, un vero e un falso, una storia senza troppe revisioni che potrà (forse) gridare le sue storture.

AMNISTIA PER LA POLIZIA!

Giovedì 13 novembre 2008 si è concluso l’ultimo dei tre grandi processi di primo grado per gli eventi legati alle proteste contro il G8 del luglio 2001 a Genova.
Il processo a 29 funzionari di polizia per l’irruzione alla scuola Diaz che terminò con 93 persone arrestate illegalmente e 61 di queste ferite gravemente si è concluso con una sentenza esemplare: sedici assoluzioni e tredici condanne.
Il tribunale ha deciso di condannare solo gli operativi e di assolvere a pieno titolo chi ha pianificato un’operazione vendicativa e meschina. Di assolvere le menti che per giustificare una carneficina hanno deciso di piazzare due bombe molotov recuperate nel pomeriggio tra gli oggetti rinvenuti, di mentire circa l’accoltellamento di un agente, di coprirsi l’uno con l’altro raccontando incredibili resistenze da parte degli occupanti della scuola e saccheggiando il media center che vi si trovava di fronte. La ciliegina sulla torta del presidente Barone e delle sue due giudici a latere Maggio e Deloprete: alle vittime di quella notte va qualche spicciolo, tanto perché nessuno si lamenti di essere stato tagliato fuori da una immaginaria torta.

Alla lettura della sentenza nessuno di noi si è meravigliato. Non siamo delusi, non siamo tristi, né pensiamo alcuno dovrebbe esserlo. Siamo solo furiosi.

Non abbiamo mai creduto che la giustizia fosse veramente "uguale per tutti", non abbiamo mai creduto che chi esercita il potere avrebbe ammesso di essere giudicato, di essere messo in discussione.
Ma il dileggio con cui è stata confezionata questa sentenza parla da sé: l’amnistia per la polizia è la seconda parte di quell’operazione vendicativa e meschina che ha portato alla Diaz.
E’ il secondo tempo della vendetta per la frustrazione e il terrore che lo Stato e i suoi apparati hanno provato in quei giorni di rivolta. Non ce l’hanno mai perdonata e non ce la perdoneranno.
La sentenza che chiude questo ciclo di processi di primo grado dovrebbe essere una lezione di storia, e forse grazie ad essa restituiremo la dignità a una vicenda che ne ha avuta molto poca, perché molti oltre a noi si accorgeranno di
qualcosa che è la base di quanto è successo a Genova in quei giorni.
Esiste una posizione per cui parteggiare: quella degli insofferenti, quella dei subalterni, degli sfruttati, dei deboli, di coloro che lottano per un mondo migliore e più equo.
Ed esiste un’altra posizione, quella di chi comanda ed esegue, di chi tortura e vìola, dei forti con i deboli e dei deboli con i forti, quella di chi esercita il potere e lo coltiva.

Nella vita bisogna scegliere. Noi lo abbiamo fatto, oliando meccanismi di memoria che altrimenti avrebbero condannato all’oblìo una pagina nera della storia italiana e internazionale. Noi lo facciamo tutti i giorni. Non abbiamo rimorsi e non abbiamo rimpianti per quanto è avvenuto.
Solo rabbia. E non siamo i soli.
Supportolegale

www.supportolegale.org

 

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