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[Pausa Pranzo] “mentre chi vive accanto a un fiume

 pensasefossepulito

anche se è grande come qui vede benissimo il confine e non può credere ai miracoli"

(ma quanto sarebbe bello se si potesse fare il bagno????)

 

 

In virtù del fatto che la temperatura è aumentata di 15° nel giro di ventiquattro ore e che dobbiamo avvalorare la nostra militanza ormai più che decennale fra i cretini dai quali tentiamo invano di differenziarci, io e il mio socio scegliamo come mèta dell’ora d’aria l’Isolone di Bertolla (stavolta il pippone è linkato).

Vabbeh non resisto al fascino del cenno-pipposo (ma uno solo): nel 1993 un gruppo di Associazioni, che da tempo lavoravano nella zona nord di Torino per migliorare le condizioni del territorio, si sono coordinate per unire le loro forze e formare e realizzare un progetto unico di recupero delle sponde degradate dei fiumi della zona (Po, Stura e Dora).

map

Parcheggiato il forno a legna senza aria condizionata sulla stradina adiacente la curva delle 100lire e armati di panino alla frittata stra-consigliato in tutti i tiggi per combattere i colpi di calore, ci troviamo subito di fronte a una scritta benaugurante e qualche murales davvero ben fatto.

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Il parco è pulito, ben curato e il profumo dell’erba appena tagliata evoca il ricordo della campagna e delle cose belle. Camminiamo in un semideserto (anche climatico) avvertendo tuttavia un’aria rassicurante che stride con la definizione di parco cittadino.

Sarà la vista di Superga, il silenzio o gli aironi che banchettano tranquilli a bordo fiume.

A proposito, è curioso pensare che questa zona, dapprima utilizzata dai lavandai del quartiere Bertolla per far asciugare i panni, venne coltivata a pioppi e poi divenne pressochè inaccessibile, motivo per il quale gli aironi ne fecero zona prediletta per i loro nidi (e poi c’è ancora chi pensa che gli animali siano meno intelligenti degli uomini).

La foto di seguito è un omaggio alla pianta del ciapinabò, icona torinese che porta alla mente il sapore strafigo della bagna cauda anche a 40° e un grazie al Condor senza il quale non avrei saputo distinguerla da un’ortica.

 

p.s. secondo me a Torino non potrebbe esserci il mare, a Torino c’è il fiume. Se ci fosse il mare qualcuno gli inventerebbe le sponde.

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