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mercerara e mercenari

21 Giugno 2012

 “Ci sono capi che certamente possiedono molte qualità, ma che non riescono a gestire le personalità forti e non vedono altra via  d’uscita che congelarle.

Leader conigli, in altre parole”

A me Ibra ha sempre fatto girare la testa, inutile nasconderlo.

Per me l’avversario non è mai stato un nemico, ma non è che ci vada matta per i vari fighetti con le maglie strisciate: lui è l’unico che ho applaudito senza ritegno dopo un gol contro di noi  (pure sotto la curva). Se non sbaglio ho preso anche qualche vaffanculo.

Ho letto la sua biografia, dove fra le altre cose racconta di avere rubato biciclette, tute, di aver mandato a fare in culo e occasionalmente menato allenatori e compagni, di aver corso a 300 km/h su macchine di lusso, di essersi sentito sempre e comunque nella condizione di dover dimostrare di essere migliore degli altri e del se stesso di qualche minuto prima.

Quello che mi è piaciuto e mi piace di lui è che non cerca scuse, non ti viene a raccontare di suo padre ubriaco o di sua sorella tossica per cercare di dare un colpevole ai suoi errori. Dice piuttosto sono stato una testa di cazzo, non mi so controllare, ho sbagliato.

Il libro racconta anche come Ibra e Raiola prendono per il culo e spremono un sistema calcio che, d’altra parte, da decenni arricchisce una pletora di mezzi brocchi con  procuratori noti.

Il perbenismo dei nostri media e delle nostre mamma porta ad esempio dei giovani calciatori dei personaggi ai quali io non affiderei i mei gatti per mezz’ora.

Faccio qualche esempio…

Ripercorriamole gesta del tale amico dei volatili Alessandro Del Piero, quello che secondo me è il più sopravvalutato uomo e sportivo dei nostri tempi: per dirne qualcuna (ma solo quelle che mi vengono in mente al volo), in ordine sparso, è stato coinvolto nel doping, ha difeso Moggi, ha aizzato i tifosi per il rinnovo di un contratto finto in bianco vero milionario, ha dimostrato di non saper soffrire dopo un infortunio, ha simulato rigori e non è stato mai decisivo sul campo. E lo chiamano campione.

Passiamo al capitano della Naziomerda campione dl mondo Fabio Cannavaro: filmato con una siringa nel braccio, finge un infortunio per essere ceduto, finisce fuori rosa in Dubai per scarso impegno (e non credo che gli sceicchi pretendano la luna).

E come non citare l’altro gobbo doc (tremila indizi fanno una prova) e attuale capitano della Naziomerda, Gigi Buffon : scommettitore accanito, diplomato con assegno, fascista e sostenitore dell’assioma “due feriti sono meglio di un morto” giusto una settimana prima di proclamare anatemi contro un biscotto che avrebbe estromesso la sua squadra dall’europeo.

 

Tutti belli, pettinati, abbronzati e in copertina, ammirati come specchio di un tempo in cui non si va fondo.

E allora ancora una volta vorrei avere in campo o anche solo scambiare due parole mille volte con uno svedese brutto e spettinato che tutti chiamano zingaro. Con uno che  le prende e le dà e parla di rivalsa come un fuoco che brucia dentro per essere sempre migliore, un passo avanti ai damerini che lo giudicano.

Esigere molto da se stessi e da chi abbiamo intorno è un’abitudine che abbiamo perso e ben venga qualcuno che ci ricorda che esistono altre vie percorribili per essere diversamente fedeli  a se stessi.

 

E poi uno che fa un gol così non può essere troppo stronzo.

 

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