Home > futsal's tales > la bellezza di ogni inizio

la bellezza di ogni inizio

 logo

 

 

 

 

Noi pensavamo che, se era vero, una squadra poteva davvero trasformare, migliorare, dare coraggio a un signolo giocatore

perchè tutto ci saremmo aspettati da quel ragazzo giovane e malaticcio, all’infuori di ciò che ci stava descrivendo Alberto.

Ernesto ci spiegava che una squadra è come un organismo. Se uno respira male respirano male tutti.

Ma se uno respira male allora la squadra deve respirare più forte. Quando succede che la squadra respira anche per lui, uno l’asma se la dimentica.

La chiamava sincronia.”

M. Berruto

Ogni inizio porta con sè una quantità di sensazioni particolari, che difficilmente vengono replicate nel trascorso successivo.

Innanzitutto la paura, il timore di non essere in grado di affrontare novità e cambiamenti, poi l’emozione dell’incontro e infine l’energia dello sprint.

Il primo appuntamento, il primo bacio, il primo giorno di scuola, il primo gol… insomma mi riesce decisamente più facile ricordare queste emozioni che non quelle del “come è andata” . Sicuramente qualcuno più colto di me potrebbe legare l’adrenalina alla memoria ma io preferisco raccontarmela diversamente.

Accettare impegno e obbiettivo sportivo di serie A è stato frutto di un mix feroce di testa  cuore.

Iniziamo dal cuore (anche se non è proprio da me).

“Allenare la propria squadra del cuore” nel mio caso significa guidare la squadra che ho fatto nascere quasi vent’anni fa e ora calca i campi della serie A nazionale di futsal femminile, ergo credo di andare ben oltre ciò che di solito viene etichettato come “squadra per cui si fa il tifo”.

Per me alla voce Mojito Fc ci sono storie di amicizia, di amori, di stagioni nell’accezione gucciniana. Ancora oggi, quando incontro qualcuno che ha giocato con me o che ho allenato, ecco… basta uno sguardo. Siamo noi. E ancora di più siamo noi che siamo rimasti a portare avanti questo modo di essere sentimentalmente ambiziosi.

Il pensiero sfigato potrebbe farmi propendere verso una sconfitta annunciata perchè dote di un mister, innanzitutto, risiede nella lucidità nel giudizio e nella lettura delle situazioni. Ed è inutile negare che il cuore sia un ostacolo notevole.

Senza contare i precedenti decisamente più illustri di me quali Novellino o Rossi sulla panchina del Toro o Ventura su quella dei cicilisti, per dirne due a caso di granata memoria.

Il pensiero non-sfigato inizia dalla pancia, ovvero dalle sensazioni che ho provato guardando negli occhi le ragazze, trovandovi dentro quel mix di entusiasmo forza aspettative e coraggio che non si possono spiegare ma che si matrializzano in energia immediata, corroborante che dovrà essere la nostra ancora quando il mare sarà agitato e proverà a  porterci lontano dalla riva.

Il pensiero si estende al mio staff, le persone che ho scelto e che mi assicurano le doti che non ho. Perchè credo fortemente che nella vita come nello sport si possa studiare e conoscere qualcosa, ma la grande quantità resta ignota ed è controproducente far finta di sapere o voler imparare cose che non mi appartengono per potermi  mostrare migliore. Ogni sera mi voglio ricordare di ringraziare chi è lì con me, perchè non è banale nè scontato avere accanto persone che spendono le proprie competenze senza avere, spesso e volentieri, il giusto riconoscimento.

E per concludere, credo  -alla luce dei miei primi 40 anni- di avere un bagaglio di esperienze da trasmettere e cazzo sarebbe un peccato non farlo.

Il mio personale pride quotidiano è poter garantire trasparenza, lealtà e dialogo. Mi guardo intorno e non so quante persone potrebbero dire lo stesso e allora fanculo mi ci butto portandomi appresso l’orgoglio di un gruppo che vorrò guidare verso l’autonomia piuttosto che verso il controllo.

Questo è il preludio alla mia prima stagione da mister nel Mojito fc Torino Futsal Femminile di serie A dopo qualche anno di onorata e divertita gavetta in Uisp. Stagione che proverò a raccontare su un blog che mi ricorda come ero quando non c’erano tuitter feisbuc maispeis e spero mi porti fortuna. Perchè un po’ di culo, inutile negarlo, è necessario per ogni impresa.

Hasta la victoria. 

 

 

 

 

 

Categorie:futsal's tales Tag:
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...