mercerara e mercenari
“Ci sono capi che certamente possiedono molte qualità, ma che non riescono a gestire le personalità forti e non vedono altra via d’uscita che congelarle.
Leader conigli, in altre parole”
“Ci sono capi che certamente possiedono molte qualità, ma che non riescono a gestire le personalità forti e non vedono altra via d’uscita che congelarle.
Leader conigli, in altre parole”
Mi hanno detto che in questo momento sono una lamentela unica, così faccio un esercizio che spero non sia solo un esercizio di stile.
E mi dico buone vacanze.
Poi, è vero, devo scrivere più spesso.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.
"Commissario io gliel’ho già detto
Le ripeto che sono innocente
Anarchia non vuol dire bombe
Ma eguaglianza nella libertà."
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
e leggero nel ricordo qualche posto, qualche strada di paese, la voce di sua madre
finalmente sorrideva alla sua maniera
donna, una donna
6 sono i re, 6 sono i re
Il sesto amava tutto
Quello che non fa per me
Potere, veleno, cemento, benzina
L’hanno trovato matto
Sposato a una gallina
Tempo fa io e il mio socio ci intrufolammo fra le mura della Manifattura Tabacchi, nel cuore di Regio Parco, quartiere operaio con il nome da borgo aristocratico e già per questo un po’ simpatico, così a pelle…
Mi viene da sorridere al pensiero che al posto di queste case che trasudano devastante umanità, si ergeva nientemeno che un castello di regia fattura, il “Palazzo di Delizie”.
A proposito di re: in questi giorni mi chiedo a che infimo punto sia arrivata la nostra “stanca civiltà” per metterla ancora una volta nelle mani del Re del nulla: che dire, teniamoci il nano e le ballerine. E che circo sia.
Ma non ho voglia di parlare di politica e sto andando fuori tema (come quando mi davano un voto scemo solo per qualche sproloquio durante i temi alle superiori…a proposito, si usano ancora???)
Oggi decidiamo di tornare dall’altro lato e mettere il becco fra le strade ciottolate dell’isola pedonale.
La prima cosa che salta agli occhi è l’asilo, costruito per accogliere i bambini della famiglie indigenti nel 1880, anno nel quale fu edificata anche la scuola Elementare rurale del Regio Parco, così le lezioni uscirono dalle case private e si rese servizio ai lavoratori della attigua Manifattura Tabacchi. Inutile sottolineare che, essendo entrambi nanerottolirepellenti, la tappa all’asilo dura giusto il tempo della foto.
Altri due passi è c’è la chiesa di San Gaetano di stile eclettico e sguardo rivolto verso il Cimitero, intanto chiacchieriamo in mezzo a un bel silenzio interrotto solo dal verso delle galline (non abbiamo fumato-bevuto nulla, giuro).
Sul retro ritrovo l’hammam dell’Alma Mater, progetto e ambienti interessanti per un relax un po’ meno snob del centro estetico/beauty farm che vanno tanto di moda.
Uno sguardo per notare un ponte assurdo, una appartamento che un’agenzia ha il buon cuore di affittare“anche agli extracomunitari” (ricorda niente?) e tante case nelle quali penso che vivrei più che volentieri. Ed è ora di rientrare.
Nel frattempo, ho respirato un po’ della città che amo canticchiando e parlando di cose vere, fra vie in cui “all’una in punto si sente –ancora- il suono acciottolante che fanno i piatti”, e che credo vorrò rivedere di sera.
…ma chi cazzo sarà il mister il prossimo anno?
Cattiva gestione, poco impegno, scuse su scuse: un’annata a dir poco storta mi porta di nuovo a incazzarmi cercando di capire di chi sono le colpe maggiori per l’ennesimo fallimento, stavolta “solo” sportivo -tuttavia con gli scarsi introiti della B non si sa dove si andrà a parare anche sotto altri punti di vista-.
La prospettiva di un altro anno di limbo fra campi con il centrocampo a tombino e province felici non può spaventare un cuore Toro quanto la sensazione del continuare a navigare a vista con un occhio al campo e l’altro ai soggetti che inquinano storia e onore che ci hanno sempre resi fieri di essere diversi.
Diversi poi…ma da chi?
Ho letto in questi giorni gli insulti ai genoani, rei di non aver brucato l’erba dell’Olimpico, con mille giri di parole li si accusa di aver giocato una partita semplicemente normale, considerata la loro caratura tecnica e tattica. Vero è che contro Bologna e Chievo la prestazione dei nostri ex-fratelli è stata diversa, ma questa lagna risuona insopportabile avendo visto come è entrato in campo il Torello sia nel primo che nel secondo tempo: molle, sulle gambe e senza cattiveria. Insomma niente di nuovo, un film già visto tutto l’anno, o meglio tutti gli anni a eccezione del primo dell’era-Cairo.
Visto che va di moda porre domande che restano senza risposta, ne faccio anche io qualcuna al presidente:
innanzitutto ne ho una di qualche anno fa…
poi…
Amico rossoblu, mi spiace..anche per me non cambia nulla, il vostro popolo non sono giocatori-presidenti ecc…siamo sempre noi…
…andando a caso consideravo girando per strade vuote
che l’equilibrio si vede da sé si avverte immediatamente
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