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oltre il giro di boa

Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle:

“Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità?”.

“Non glielo spiegherei” rispose.

“Gli darei un pallone per farlo giocare”.
(Eduardo Galeano)

 

Schermata 2015-01-19 alle 10.32.12

Finito il girone d’andata e, fra alti e bassi, siamo alla quarta di ritorno.

Tempo e personalismi mi hanno impedito di scrivere ma ho continuato a studiare, guardare, leggere e assorbire dagli sguardi dai muscoli e dalle parole delle mie ragazze.

Mi rendo conto ogni giorno di più che non tutte le donne sono connotate da necessità di delicatezza e forse è davvero un retaggio culturale più che un’esigenza reale, quindi ho imparato (anche) che ogni tanto urlare fa bene.

Fa bene innanzitutto per me e poi fa bene a chi non sa ascoltare e vivere toni tenui.

Ho imparato che la fiducia paga praticamente sempre ma deve essere necessariamente una strada con due corsie.

Ho capito che esistono i ruoli ma la dote che rende una mestierante una vera giocatrice è la capacità di adattarsi e cucirsi addosso una situazione, una partita e soprattutto una decisione.

Ho imparato che ha ragione chi dice che “non ci si deve innamorare di un giocatore” ma solo perché ci si deve innamorare di tutti.

Che alla fine, decidere bene è sempre una questione complicata e ci vuole un certo sovradosaggio di errori per essere bravi anche quando si è assistiti dal talento.

Ho capito che se si trova l’alchimia giusta ogni elemento è fondamentale e sostituibile allo stesso tempo.

E, non meno importante, ho imparato che un mister deve pretendere coraggio solo quando ce ne mette altrettanto: il rischio è un’opportunità da non trascurare mai.

 Un po’ più in là della boa posso dire che siamo salve con una buona dose di anticipo e abbiamo portato due ragazze cresciute in casa alle selezioni della nascitura prima Nazionale Italiana di futsal.

Tu chiamale, se vuoi, emozioni (e soddisfazioni, cazzo).

La partita di ieri è stata una battaglia bellissima, e ci hanno fermato solo i pali: grinta corsa muscoli e finalmente una buona dose di disciplina tattica ci hanno fatto sfiorare un risultato pieno che sarebbe stato meritatissimo. Partite come queste mi ricordano la sorgente della passione – adrenalina consapevole – e mi fanno pensare che, in mezzo a tutti i miei casini, non vedo l’ora che sia martedì per essere di nuovo in campo..

 

 

 

Breganze – Torino Futsal Femminile – 2 – 2

FUTSAL BREGANZE – TORINO FUTSAL FEMMINILE 2-2 (1-1 p.t)

BREGANZE: Dalla Pria, Prando, Benetti, Casarotto, Baù; Fincato, Toffanin, Nemcic, Cerato, Zampieri, Stocchero. All. Zanetti.

TORINO: Anselmo, Marrari, Ferri, Bisogno, Ion; Antonazzo, Gioffrè, Forno, Spagnoli, Bertoluzzo. All. Rango.

MARCATRICI: 5′ p.t. Cerato (B), 17′ 53” Ferri (T); 1′ s.t. Cerato (B), 6′ 32” Ferri (T).

ARBITRI: Nejjari (Rovereto), Malfer (Rovereto). CRONO: Sperani (Verona).

 

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