granata | 11 Luglio, 2008 10:48
Princìpi infausti...
Ma venendo all'altra parte, quando uno privato cittadino, non per scelleratezza o altra intollerabile violenzia, ma con il favore delli altri sua cittadini diventa principe della sua patria, il quale si può chiamare principato civile (né a pervenirvi è necessario o tutta virtù o tutta fortuna, ma più presto una astuzia fortunata), dico che si ascende a questo principato o con il favore del populo o con il favore de' grandi.
(Continua)
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granata | 20 Maggio, 2008 10:46
gusti e disgusti...
GUSTI
Anche quest’anno è finito il campionato, e ci si butta alle spalle l’ennesima stagione contradditoria, infarcita di domeniche di scazzo, dichiarazioni di intenti perentorie che durano 5 minuti (adesso-esco-e-brucio-l’abbonamento) e professioni vere d’amore calcistico.
Tanto il prossimo anno siamo tutti di nuovo lì, che il berluschino metta o no mano al portafoglio, e sicuramente fra un paio di domeniche inizieranno le crisi di astinenenza.
Mi piace pensare che quest’anno i giochi siano stati piuttosto leali: gli arbitri erano incapaci per tutti e anche la neopromossa non ha ladrato come da copione. Poi, niente di più vero di ciò che disse Velasco dopo aver rubato un mondiale per una palla stra-fuori: alla fine chi vince festeggia e chi perde spiega.
Insomma è vero che c’è sempre da parlare con la boccia ferma, però non capisco come facciano i romanisti a parlare di scudetto immeritato per una squadra che è stata in testa dalla prima all’ultima giornata.
Mi è piaciuto il gioco dei fratelli genoani almeno finchè non hanno iniziato a perdere sistematicamente contro ogni nostra concorrente diretta dopo averci preso a pallonate e mi piace un casino la Viola in CL, anche e soprattutto alla luce della partita vera vista domenica.
Che gli strisciati a libro paga del nano non abbiano niente da recriminare che non sia la loro spocchia e l’incapacità di valutare una rosa che non è più all’altezza dei risultati raggiunti nell’ultimo decennio.
Tornando in ambito di Toritudine, spero che quest’anno non si smantelli ma si riparta dalle cose buone viste a sprazzi: un immenso Sereni, un gran bel Di Loreto (mi rimangio tutti gli insulti dello scorso anno, uno a uno), i polmoni e non solo di Grella e Zanetti, e il talento di Rosina, che mi lascia sempre un po’ perplessa ma resta un elemento imprescindibile.
Poi via i mezzi uomini, i giocatori bolliti e quelli che non dicono la formazione del Grande Torino come preghiera della sera.
DISGUSTI
Buongiorno Italia.
Le prime pagine dei giornali sembrano un film dell’orrore, ma di sicuro saremo contenti di leggerle con una cintura fashion in più e la tassa sulla prima casa in meno (che era già stata calmierata, come è evidente da ciò che ci siamo trovati nella buca delle lettere in questi giorni).
Il ministro delle Pari Opportunità Carfagna sostiene che i gay non siano discriminati: probabilmente nell’immaginario della signora la discriminazione si identifica solo e solamente con il ghetto e le persecuzioni manifeste (che tuttavia, come ha denunciato presidente dell'Arci gay Aurelio Mancuso, non sono affatto mancate) e non con la negazione di diritti fondamentali.
Ho il timore fortissimo che atteggiamenti del genere non facciano altro che fomentare razzismo e violenza latenti nei confronti di tutte le minoranze.
Per fortuna che torna di moda a Cannes, e non solo, lo sbaciucchiamento lesbo chic fra star, che bello che bello non vedevo l’ora!!!Con tutto il rispetto per la Bellucci, era molto più cool la mia cara amica lingua pazza in giro per i locali prima di fidanzarsi…ma vuoi mettere che impresa da audace è trovare qualcuno di limonabile in giro per i locali gay?
Nebbia alta in Carfagnana.
Di grande attualità Maroni con il suo pacchetto sicurezza: “l'obiettivo del governo è dare risposta all'ansia di sicurezza che ha preso ormai i cittadini. Sono misure anche forti, ma stabiliscono per tutti un principio di legalità”. Giuro che non sono mai stata in ansia per la sicurezza (la mia, naturalmente) e che vorrei vedere leggi rispettate e pene certe come è giusto che sia, ma ho come il sospetto che verranno colpiti stranieri e ladri di galline. Il blitz contro i Rom è stato un atto dimostrativo forte per tempistiche e modalità.
Non so, ma questi soggetti al governo hanno quel nonsochè fascistello che salta agli occhi senza neppure bisogno di approfondire troppo.
Intanto riprendono piede le solite polemiche sull’informazione e il cda della Rai come se non ci fosse stato il tempo per fare una legge sul Conflitto di interessi e non si sapesse che la tv di stato è da sempre cavallo da traino del governo in carica.
Per chiudere, è di oggi la notizia che il fatturato industria è crollato a marzo come non succedeva dal 2004 (-4,3%): poca fiducia oppure porta davvero sfiga?
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granata | 10 Marzo, 2008 16:12
odio gli indifferenti...
votare o non votare???
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti
Antonio Gramsci, 1917
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granata | 26 Febbraio, 2008 09:08
post di alleggerimento (è una giornata difficile, chiedo comprensione)...
Vorrei sapere dai miei sparuti amici cosa ne pensano di questo testo illuminato...
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